La notizia mi arriva a fine serata, quando l'alcool aveva iniziato il suo effetto rilassante. Doveva essere una serata di relax, da dedicare alle chiacchiere senza senso, alle donne da martellare con avances più o meno ridicole e oscene, una di quelle serate da cancellare per la vergogna. Questi progetti sono andati a farsi benedire, Andrea, l'amico che Saramago mi ha fatto conoscere, mi dà la notizia a bruciapelo, A proposito, è morto Saramago. Niente più bicchieri in tranquillità, anzi, la quiete alcolica se ne va in un attimo, ci vuole subito un altro vino, anche se non so come reagirà il mio corpo lo ordino senza pensarci troppo.
Saramago ha scritto dei romanzi magnifici, con protagonisti personaggi che più umani non si può al centro di situazioni tra il reale e il fantastico. Nei suoi romanzi l'uomo, davanti ad una situazione straordinaria, tira fuori sempre la sua vera natura. La cecità mondiale da lui immaginata, per esempio, diviene così metafora della vera cecità dell'uomo perché siamo ciechi che vedono, ciechi che, vedendo, non vedono.
Uno scrittore scomodo, sempre coerente con i suoi pensieri, mai sceso a compromessi, polemico e politico se vogliamo, ma resta essenzialmente uno scrittore puro e di razza, capace di creare vortici di parole che sono vortici emotivi.
A Pilar un bacio affettuoso.
sabato 19 giugno 2010
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1 commenti:
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